Capire quale tipo di campione serve è il primo passo per ottenere una diagnosi affidabile. La scelta tra biopsia istologica e citologica non dipende dalla preferenza dell’operatore, ma dalla domanda clinica a cui è necessario rispondere.
Due tecniche, informazioni diverse
Biopsia istologica e agoaspirato citologico non sono tecniche alternative, ma complementari. Ognuna fornisce informazioni differenti e trova indicazione in specifici contesti clinici.
L’agoaspirato citologico (Fine Needle Aspiration, FNA), eseguito con aghi sottili come CHIBELL™, preleva cellule singole o piccoli aggregati cellulari. L’analisi citologica consente di valutarne la morfologia e rappresenta spesso una metodica di prima scelta quando è richiesta una procedura minimamente invasiva o come primo inquadramento diagnostico di molte lesioni.
La biopsia istologica (Core Needle Biopsy, CNB), effettuata con aghi trancianti come BIOSOFT™, permette invece di prelevare un frammento di tessuto preservandone l’architettura. Questo consente all’anatomopatologo di valutare non solo le caratteristiche cellulari, ma anche l’organizzazione del tessuto.
La scelta dell’ago fa la differenza
Il dispositivo di campionamento non è un semplice dettaglio tecnico: influenza direttamente la qualità e l’idoneità del campione per gli esami richiesti.
Gli aghi sottili da 21G a 25G rappresentano frequentemente la scelta preferenziale per l’agoaspirato di noduli tiroidei, numerose linfoadenopatie e altre situazioni in cui sia prioritario ottenere informazioni citologiche con la minima invasività possibile.
Gli aghi trancianti da 14G a 18G sono invece ampiamente utilizzati nelle biopsie di mammella, prostata, rene, fegato, polmone e di molte altre lesioni profonde, quando è necessario disporre di un campione istologico completo per la caratterizzazione della lesione.
Dispositivi automatici come ESTER™ consentono un campionamento standardizzato e riproducibile, contribuendo a ottenere prelievi di elevata qualità.
Quando sono necessari più prelievi dalla stessa lesione, un sistema coassiale come INTRODUTTORE™ permette di eseguire campionamenti multipli attraverso un unico accesso, limitando il numero di attraversamenti dei tessuti e rendendo la procedura più efficiente.
Un campione adeguato evita procedure inutili
Un campione non diagnostico può comportare la necessità di ripetere la procedura, con conseguente ritardo nell’iter diagnostico e terapeutico, maggiore disagio per il paziente e incremento dei costi sanitari.
Per questo motivo, la scelta tra citologia e istologia dovrebbe essere definita prima della procedura, nell’ambito di un approccio multidisciplinare che coinvolga i professionisti interessati, individuando fin dall’inizio quale informazione diagnostica sia realmente necessaria e quale dispositivo di campionamento sia più appropriato.

